Materiale didattico dei corsi

PAGINA IN COSTRUZIONE

 


Prof. FABIO FRANCESCATO


LE ANTIGONI
Le Antigoni Testo (pdf)


LA TOLLERANZA RELIGIOSA

1- La tolleranza religiosa fino alla fine del Medio Evo (pdf)
“Si può intendere la tolleranza, nel suo significato più ampio, come concessione di libertà a coloro che dissentono in materia religiosa” (Henry Kamen)

2- La tolleranza religiosa nell’età moderna (pdf)
“La tesi secondo cui la libertà religiosa è conquista esclusivamente moderna non è certamente valida, e infatti non dovrebbe gran che sorprendere se, oggi, alcuni paesi sono ben più lontani dalla condizione di libertà piena che cinque secoli fa [...]” (Henry Kamen)

3- La tolleranza religiosa nell’età dell’Illuminismo (pdf)
Parte prima: Il dibattito nei paesi di lingua francese
Parte seconda: Il dibattito nei paesi di lingua tedesca

4- La tolleranza religiosa dall’età napoleonica al secondo conflitto mondiale (pdf) 5- La tolleranza religiosa in Francia, Dall’età napoleonica alla seconda guerra mondiale (pdf)
Si sostiene talvolta che la tolleranza religiosa si sia imposta come una conquista definitiva del mondo moderno dopo e grazie all’Illuminismo. In realtà questa è un’affermazione del tutto infondata e non solo per l’irriducibile eurocentrismo che ne sta alla base. Che lo spettro dell’intolleranza sia sempre presente lo testimoniano i giornali e le vicende che quotidianamente avvengono in tutto il mondo.”


IL MITO DELLA “VECCHIA PARIGI” NEL XX SECOLO

Il mito della “Vecchia Parigi” riprende il suo cammino dopo la fine del primo conflitto mondiale e si arricchisce via via fino alla fine degli anni Cinquanta, quando ormai la città non è più -per usare le parole di Walter Benjamin – “la capitale del XX secolo”.
“I buoni americani, quando muoiono vanno a Parigi”: così amava ripetere Thomas Appleton, scrittore e grande mercante d’arte e così era stato fino alla fine del secondo conflitto mondiale.
Lungo gli anni Cinquanta il flusso venne via via affievolendosi e gli Usa diventarono il luogo nel quale l’intellettuale parigino doveva prima o dopo recarsi per “aggiornarsi sulle novità”.
La “Ville Lumière”, assieme alla “Vecchia Parigi”, erano state un grande mito della cultura internazionale, ora sono destinate a diventare uno stanco “mito del mito”, con tutto quello di falso e di artefatto che ne segue per la capitale del turismo di massa.
Emblematica al riguardo l’evoluzione artistica di Robert Doisneau, uno dei grandi maestri della “photographie humaniste”, che del mito era stata una degli artefici più significativi: non è un caso che la sua foto più nota, più ampiamente riprodotta e venduta, sia “Le Baiser de l’Hotel de Ville”, abilmente “costruita” con la collaborazione di due giovani – belli e felici!! – aspiranti attori.
Quanto lontana dal suo reportage su Saint-Germain – des-Prés, quando, quasi con un atto d’amore, aveva illustrato “les caves, la faune et les artists”, infine tutto ciò che rappresentava “l’extréme pointe de la civilisation occidentale”!
Il grande artista che sa fabbricare immagini, sempre padrone dei propri mezzi espressivi, pieno di rispetto e di misura verso il mondo che lo circonda, verso la città che incarna un “mito”, comincia ora a cedere al “lezioso”, alla foto bella a tutto tondo destinata ad incontrare il gusto del pubblico d’oltre Oceano.

Le vieux Paris 1 (pdf)
Le vieux Prais 2 (pdf)
La vieux Paris nel XX secolo. Prima parte: 1920-1944 (pdf)
Dalla fine della guerra alla fine di un mito (pdf)